"COLORI E MISTERI"
PERÙ E ISOLA DI PASQUA
racconto FOTOGRAFICO di un viaggio

L'istante, fissare l'istante, come un moto eterno, un'insondabile momento che possa raccontare, restituire il mondo. Ecco questo è la fotografia, un viaggio lungo e interminabile fatto di istanti; questo titolo mi sembra davvero oppor­tuno. Sono felice di tornare ad occuparmi di fotografia, stimolata da Massimiliano che mi ha portato delle foto di Dino Schiavella, un genazzanese, ci tiene a sottolinearlo. So che Dino nasce come fotografo da un percorso quasi casuale che lo ha portato all'immagine, un incontro, un amore. Questi luoghi che lui tocca (Isola di Pasqua e Perù) mi sono particolarmente cari, ed è anco­ra centrato il titolo, colori e misteri. Il mistero dei Moai di Rapa Nui, i miste­riosi segni sul territorio di Nasca, tutto qui parla dei misteri celebrati dagli anti­chissimi riti di queste civiltà. Una foto su tutte mi introduce a questo viaggio è il chiavistello su una porta, un'insondabile segno di un'accessibilità negata, il mistero appunto. Mi sembra che Dino sia voluto entrare in questo viaggio non tanto come narratore, ma come reale abitante di quei luoghi. Per questo non è certo un caso che la sua dichiarazione sulla foto più bella che ha scattato, è l'immagine di una balaustra in legno che su una parete bianca ricostruisce in maniera fittizia un'entrata, con una forte e dirompente linea obliqua. La foto­grafia di Dino, ha un buon impianto ed una buona cromia, le sue immagini hanno una forza di pulizia, sa quello che vuole e il suo occhio unico gli restituisce il veduto. Il geranio rosso sulla porta blu Ercolano, mi sembra straordinariamen­te forte, assolutamente pulita, chiara, nerboruta, ma piena di pathos per quei luoghi.
Parlare di un luogo, ma facendolo con immagini comuni, semplici che potrem­mo fare anche a casa nostra, credo che sia assolutamente interessante e se poi ci si riesce diventa ricerca vera. Non è semplice attraversare quei luoghi, io ci sono stata negli anni cinquanta e mi sono persa, non sapevo cosa guardare. Vedevo immagini che mi si sovrapponevano, una miriade di spunti, per un foto­grafo occidentale deve essere lo stesso. Dino conserva una freddezza e tenta il suo punto di vista, mai banale. Le donne viste di spalle hanno una forza, nascondono un mistero, sono inaccessibili come quei luoghi. Fotografando l'Isola di Pasqua, la prima immagine più forte è quella dell'albero spinoso in primo piano, così rappresentativo dell'intera isola, con il monte piramidale brullo e arido alle spalle, ma in quanto piramide misterico. Nell'isola di Pasqua, Schiavella ha giocato con il controluce ed oltre all'introspezione sghemba ten­tata già da altri fotografi, lascia all'ombra l'ultima parola per svelare segreti di un mondo ricco di visioni, ahimé a noi irrimediabilmente lontano.

Denise Hoppeneimer