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I RACCONTI DELL'ESTATE...............         

Non si era mai visto tanto caldo a Cave come nell'agosto del 1930, qualcuno pensò che era passato in incognito, travestito da vento del Nord o da ping-pong con tanto di occhiali a mandorla; un'estate rovente così, in cui l'unico a sorridere era un certo Lorenzo, che continuava imperterrito a passeggiare sui carboni ardenti che ogni giorno la natura gli inviava dalle isole Tremiti. Tutti pensavano che era colpa dei numerosi villeggianti di Roma che rubavano il fresco, le pesche e i piselli della verde vale di Cave. Si formò subito un comitato pro-frescura con la pacifica intenzione di dare di nuovo a Cave un vento nuovo e nazionale. Molte le idee: super condizionatori da istallare sulla montagna, un impianto a goccia, tipo annaffiatoio, spargere qua e là cubi enormi di giaccio o assoldare una grande squadra di sventagliatori di Siena.
Tutte belle idee, tutti entusiasti, qualche disaccordo nessuna collusione. Per la cronaca va ricordato una edizione speciale, della processione della Madonna del Campo con supplica, andata e ritorno di corsa.
Ai primi: un certo signor Guerra e una arzilla vecchietta di nome Vittoria, fu donato un ventilatore tascabile con 10 ore di autonomia e non ricaricabile.
L'estate continuava tranquilla ad arrostire senza pietà solo il vicino paese di Roiate ne trasse dei benefici, anticipando la sacra dell'abbacchio, e Cave corse il rischio di diventare un enorme graticola.
Quando sembrava che la situazione non si potesse più controllare avvenne un fatto memorabile e indimenticabile nel cuore di tutti noi italiani: alle ore 12,30, in pieno scotta dito ed altro, si udì un grosso boato: era scoppiata la guerra, e tutti corsero a raccoglierne i pezzetti sparsi un po' dappertutto e se in primo momento qualcuno fu po' sbalordito del posto a lui assegnato per raccogliere i pezzettini suddetti, agli abitanti di Cave sembrò quasi una liberazione: tutti in Russia.

somario

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Aggiornato il: 10-12-06 .