Espansione urbanistica

dati desumibili dai censimenti decennali della popolazione italiana,ci consentono di seguire il continuo accrescersi della popolazione residente in Cave nel primo cinquantennio di questo secolo, ed anche oltre, fino ai nostri tempi.

Nel 1911 la popolazione di Cave era composta di 4205 persone passate a 4540 nel 1921. A trent'anni di distanza, nel 1951, troviamo Cave popolata da ben 6106 persone, con un accrescimento medio di oltre cinquecento persone per decennio. Negli anni successivi, la popolazione ha continuato a crescere raggiungendo, nel 1975, 7016 persone e, nei nostri giorni, oltre 9000 unità.

Questo continuo incremento della popolazione ha comportato, ovviamente, il bisogno di nuove abitazioni che sono state via via costruite espandendo notevolmente l'area urbana della cittadina. Tale necessità si è fatta specialmente sentire negli anni dell'ultimo dopo guerra, sotto la pressione, sia dell'incremento naturale della popolazione, sia dell'esigenza di una ricostruzione delle abitazioni distrutte o danneggiate dai bombardamenti durante il conflitto.

All'inizio degli anni Sessanta, fu elaborato un piano di ricostruzione che, però, non fu mai inoltrato alle autorità competenti per l'approvazione. In tale piano si inclusero, nel perimetro dell'abitato, ampie zone ancora del tutto inedificate, lungo le tre direttrici di espansione: San Lorenzo, Morino e Speciano. Ciò permise all'interno di questo perimetro, in assenza di strumenti urbanistici e di interventi pubblici, l'attuazione di alcune lottizzazioni abusive e, per il resto dell'area, il verificarsi di un'edilizia minuta dovuta all'iniziativa dei privati.

È da sottolineare, in questo periodo, la tendenza al cambiamento di funzioni dell'edilizia rurale, cioè la tendenza da parte dei contadini ad utilizzare sempre meno le case di campagna come principali residenze, ma ad usarle, dopo essersi spostati nel centro abitato, come villette rurali o come case d'affittare nel periodo della villeggiatura. Per lo stesso scopo si ebbe anche uno sviluppo di nuove abitazioni nella campagna circostante Cave.

Per contro, il centro storico, anch'esso offeso dai bombardamenti, ha subito negli anni un progressivo abbandono e sta andando lentamente in rovina, sopratutto nel nucleo primitivo.

I centri urbani più importanti che fanno capo al Comune di Cave, sono quelli che si trovano lungo la strada comunale di Selce, e cioè i centri di San Bartolomeo e Colle Palme distanti fra loro soltanto un chilometro e mezzo. Sorti come borghi agricoli intorno a due nodi di traffico stradale, nel 1968 furono considerati nuclei abitati e ne fu definito il perimetro. Nel 1971 comprendevano 558 persone, pari all'8,3% della popolazione del comune. Un altro nucleo di carattere spontaneo sorge poco fuori del centro abitato, lungo la via Prenestina, con il nome di Santo Stefano.

Cave ebbe il suo primo Piano Regolatore Generale nel maggio 1976, studiato ed elaborato dal dott. arch. Massimo Franceschi e dal suo collaboratore dott. arch. Faustino Di Giorgio. Da esso abbiamo desunto le notizie storiche sull'evolversi urbanistico di Cave fino a quel momento.