Dalla diligenza alla ferrovia

ul finire del secolo scorso, per gli abitanti di Cave non era impresa da poco affrontare un viaggio per raggiungere Roma e tornare poi al proprio paese.

Esisteva in quel tempo soltanto un servizio di corriera a cavalli, per iniziativa di un privato cittadino romano che tutti i giorni durante la buona stagione e il lunedì, giovedì e sabato nei mesi invernali, stazionava con la sua carrozza in Via Giulio Romano, vicino al Campidoglio, in attesa di clienti che dovevano recarsi a Palestrina; e da Palestrina tornava poi a Roma con altri viaggiatori che intendevano raggiungere quel grande centro urbano. Il viaggio durava circa sei ore ed oltre ad essere piuttosto faticoso doveva costare molto. Lo desumiamo dal fatto che, verso la metà del secolo scorso, per il più breve tragitto da Roma a Tivoli, la tariffa richiesta era di uno scudo: un prezzo molto elevato per quei tempi in cui un insegnante di scuola percepiva quindici scudi al mese.

Nel 1908, fu istituito a Cave un servizio di corriera a cavalli che collegava il paese con la stazione ferroviaria di Zagarolo, in coincidenza con i treni delle Ferrovie dello Stato in partenza e arrivo. Le corriere erano  addette al trasporto delle persone e della posta, e ogni passeggero doveva pagare la tariffa di settantacinque centesimi. Per le corse non collegate con il transito dei treni, la tariffa era di una lira e il procaccia doveva essere avvertito almeno un'ora prima della partenza.

La corriera Cave - Zagarolo continuò a funzionare per diversi anni; poteva accadere che qualche volta mancasse all'appuntamento con i treni in arrivo, suscitando il risentimento delle persone in attesa che dovevano arrangiarsi a viaggiare sulla corriera per Genazzano o, se non vi era,a raggiungere Cave a piedi.

Quando, nel 1916, entrò in funzione il treno delle Ferrovie Vicinali, il collegamento fra Cave e Zagarolo fu compiuto dalla ferrovia e perciò il servizio della corriera a cavalli fu soppresso.

Prima ancora che fosse istituito il servizio di corriera con la stazione ferroviaria di Zagarolo, era allo studio un progetto per la costruzione di una linea tranviaria di collegamento fra Cave e i comuni limitrofi. A tale scopo, il Comune di Cave, il 13 dicembre 1906 e il 9 marzo 1907, dette il consenso affinché le vetture potessero passare all'interno dell'abitato. Ma tale progetto non andò in porto.

Se ne realizzò invece un'altro, studiato dall'ing. Antonino Clementi di Cave, per la costruzione di una ferrovia che doveva collegare Roma con molti comuni del basso Lazio. Infatti, il 7 luglio 1910, il re Vittorio Emanuele III decretò che la Provincia di Roma fosse autorizzata a concorrere alle spese della costruente ferrovia Roma - Anticoli di Campagna - Frosinone, con contributo annuo di duecento lire per chilometro, da versare per il tempo di cinquant'anni; anche i comuni serviti dalla ferrovia dovevano concorrere alla spesa, ciascuno per una determinata cifra e sempre per la durata di cinquant'anni. Per il Comune di Cave fu stabilito un contributo annuo di duemila lire. E il 20 novembre 1910, con Regio Decreto n° 946, fu istituita la S.A. delle Ferrovie Vicinali.

È bene precisare che, sul nome di Anticoli di Campagna prevalse in seguito il nome di Fiuggi, località limitrofa ricca di acque salutari. Così, più tardi, la linea ferroviaria in costruzione fu più propriamente definita: Roma - Fiuggi - Frosinone. Il percorso della costruendo ferrovia si presentava con tratti abbastanza tortuosi e con pendenze fino al 6%, perciò fu scelto di adottare un binario a scartamento ridotto di 950 millimetri e fu stabilito che i convogli non potessero superare la velocità di quaranta chilometri l'ora.

Le autorità di Cave - che anni addietro avevano autorizzato il passaggio nell'abitato di convogli tranviari - si preoccuparono ora che ad attraversare il paese sarebbero stati convogli ferroviari, ritenuti più pericolosi per l'ingombro stradale e per l'incolumità delle persone.

Perciò, nel 1913, fu fatto eseguire dall'ing. Giamboni un progetto che prevedesse il passaggio dei treni in una galleria sotto l'abitato, con la stazione posta a circa un chilometro dal centro urbano, in una zona di prevedibile sviluppo edilizio. Ma poi della galleria non si parlò più e si tornò a preferire l'attraversamento del paese in superficie, apportando alcune modifiche al progetto originario. Furono eseguiti importanti lavori stradali: fu abbattuto in parte un fabbricato appartenente alla famiglia Castellani che occludeva la strada all'uscita da Piazza del Plebiscito; fu modificata la rampa del ponte che porta all'ingresso dell'antico borgo; fu abbattuta una fila di platani al margine della strada; fu allargata Via Cavour all'altezza dell'Ospedale Mattei, portando la strada da cinque a sette metri; e, infine, si collocò la stazione in modo da non compromettere la passegiata della Cona che, dal centro del paese, portava fino al santuario della Madonna del Campo.

Il primo tronco della ferrovia, che da Roma portava a Genazzano, fu inaugurato il 12 giugno 1916. Il secondo tronco fino a Fiuggi fu aperto il 6 maggio 1917 e il terzo fino a Frosinone il 14 luglio di quello stesso anno.

I disastri ferroviari a Cave furono due: nel novembre 1920 e nel settembre 1921. Dopo tali gravi incidenti fu diminuita la velocità dei treni, senza preoccuparsi se i tempi di percorrenza venivano così ad essere allungati.

Nel 1921, la signora Adriana Boari Clementi, donò un pezzo di terra in contrada San Bartolomeo per la costruzione di una pensilina al fine di consentire la fermata del treno. Tale fermata era importante per gli abitanti di San Bartolomeo e Colle Palme, perché non c'era altro mezzo pubblico che consentisse ai ragazzi del posto di recarsi a scuola a Cave o a Palestrina, ed evitare così di rimanere isolati ed analfabeti.