Origini di Cave

ave col suo territorio giacciono in amenissima posizione a 390 m. sul livello del mare, ed ha pittoreschi dintorni, ombreggiata da annosi castagneti, oliveti, e noceti. Si ammirano, nel suo territorio, avanzi di mura ciclopiche, memorie di varie antichità.Nel 1870 la sua popolazione contava 2500 abitanti ed ora è ascesa a 5000 circa fornendo così prova di consapevolezza demografica.Il paese fu costruito, dice il Moroni, verso l’anno 998 di G.C.; ma secondo la tradizione, la datazione scritta in basso all’affresco nella chiesa della Madonna del Campo: Maria.Joseph.an 615 che si legge, vuole fosse ancora leggibile fin verso la metà del secolo XVIII, fa supporre che il Moroni cada nell’errore, poiché se nell’anno 615 dell’era nostra, vi era questo santuario, è chiaro e non vi è dubbio che nel territorio esisteva un nucleo di persone formanti la primiera colonia cristiana, che poi doveva dar sviluppo ad un comune regolarmente amministrato.Poteva il Moroni affermare che il paese fosse costruito l’anno 998 di G.C.?Quali dunque le origini di Cave? Non si può rispondere con precisione. Bisogna andare anzitutto col pensiero all’antica Preneste, a quei tempi in cui fu fondata, e cioè a circa quindici secoli avanti l’era volgare; popolata d’aborigeni, indi da colori frigi, greci e latini. E perciò che la sua origine deve ricercarsi verso il 338 av. G.C. quando i Prenestini erano in lotta con Roma.Silvio Latino 3° re d’Alba, al dire degli storici, ridusse Preneste sotto il suo dominio e vi mandò una colonia che rimase fedele a Preneste finché questa non fu soggiogata e distrutta da Tullio Ostilio 3° re di Roma. Dopo quell’epoca Preneste, ricuperato l’indipendenza, si governò da sé; nel 225 di Roma si collegò coi Latini per ristabilire i Tarquini. Poco prima della battaglia del Lago Regillo, Preneste si staccò dalla lega, si riaccostò ai Romani e più tardi il suo territorio, compreso anche quello di Cave, fu teatro di devastazioni e depredazioni degli Ernici e dei Volsci (A. 791 di Roma).

In quei tempi non esisteva ancora il comune di Cave, ma semplicemente capanne e tuguri primitivi per dare asilo agli agricoltori; ed in seguite case, ville, bagni sparsi qua e la come lo dimostrano gli avanzi diroccati che s’incontrano nel territorio prenestino che comprendeva Cave e Genazzano.Afferma che Numerio Suffezio, prima della fondazione di Roma, aveva giàelevato il vastissimo Tempio della Dea Fortuna.Preneste divenuta in seguita colonia romana, cessata la gelosia del Senato che ripugnava agli oracoli estranei, fu quindi consultato l’oracolo della Dea Fortuna non solo dai magistrati, ma sovente, dopo la caduta della Repubblica, favorito dagli imperatori stessi. Gli storici affermano che l’imperatore Costanzo nel 365 di G.C. era ostile al culto antico e quindi emanò una legge apposita, alla quale ne seguirono altre di Valentiniano II e di Teodorico I promulgata nel 391.Con tali leggi posero termine alla celebrità di quest’antico delubro del Lazio, e col farlo chiudere e lasciarlo in abbandono preparandone la rovina.Si narra che circa cinque secoli prima dell’era cristiana e circa 269 anni di Roma, fu il territorio prenestino e quello della futura Cave, teatro di una battaglia campale fra Romani comandati dal Console Caio Aquilio Tusco e gli Ernici, i quali furono completamente disfatti. Si crede pure che tale battaglia sia avvenuta in quel tratto di territorio che comprende le zone ora dette di Grotta Piana e Palme, ove ancora torna in luce tracce di sepolcri di pietra tufacea e tumuli marmorei.