Ospedale Mattei

a più importante delle opere assistenziali esistenti in Cave all'inizio del secolo, era l'Ospedale Mattei la cui sede è  sulla Via Cavour. l'Ospedale fu istituito da Teresa Mattei con il suo ultimo testamento del 4 giugno 1867, allo scopo, come già accennato, di creare un luogo ove i malati poveri di Cave potessero essere curati.

Sul testamento è detto che, per la pia istituzione, la signora Mattei lasciava la sua casa "da cielo a terra" in contrada Le Piazze 12 (poi divenuta Via Cavour), disponendo che, dopo la sua morte, fosse ristrutturata per farne l'ospedale da lei voluto; come pure lasciava, a titolo di legato, diversi terreni con i cui frutti si doveva mantenere l'istituzione, disponendo che gli stessi non fossero mai venduti, permutati o legati da vincoli di sorta, ma tenuti nel presente stato e sempre migliorati. Nominava amministratore e direttore dell'istituto don Giacomo Bracco, sacerdote di sua fiducia; ma nominava anche una commissione per controllare l'operato dell'amministratore e direttore, composta dall'erede Francesco Mattei e dai parroci pro-tempore di Santa Maria Assunta e Santo Stefano, non come sacerdoti, ma come uomini probi che, per vocazione, potevano considerarsi caritatevoli verso gli ammalati. Disponeva altresì che non fossero ricoverati nell'ospedale malato cronici e lasciava libera la commissione di dare aiuti e sovvenzioni agli orfani di padre e madre, raccomandando di seguirli fino a che non potessero procurarsi il pane da soli; proibiva, al contrario, di dare sovvenzioni a chicchessia e per qualsiasi altra ragione.

L'istituzione doveva essere assolutamente laica e indipendente, e se qualsiasi autorità, ecclesiastica, governativa o civile, si fosse intromessa in qualche modo nella gestione dell'istituto, tutti i beni legati all'opera dovevano ritornare al legittimo erede Francesco Mattei.

L'ospedale fu realizzato nel 1870 e per molti anni funzionò come prescritto dal testamento. Ma poi, per effetto della legge 17 luglio 1890 n° 6972, riguardante le istituzioni pubbliche di beneficenza, l'Ospedale Mattei, al pari di tutte le altre opere pie di Cave, fu concentrato nella Congregazione di Carità che più tardi, nel 1937, diventerà l'Ente Comunale di Assistenza.

Il 24 maggio 1908 la Congregazione di Carità assunse in proprietà tutti i beni dell'ospedale. I terreni furono, in seguito, venduti per acquistare titoli di rendita consolidata, con cui i frutti si continuò a mantenere in vita l'istituzione.

L'Ospedale Mattei era un piccolo ospedale: aveva soltanto sei posti letto, ma provvedeva a distribuire gratuitamente la medicine ai poveri del paese, ed era anche dotato di un ambulatorio ed una sala chirurgica di pronto soccorso. Queste ultime attrezzature furono costruite nel 1909 con il ricavato di una grande lotteria che ottenne il patronato di Giovanni Giolitti, Presidente del Consiglio dei Ministri di quell'epoca. Il Comitato d'onere era composto di persone illustri, ciascuna delle quali offerse un dono. Anche il Re, la Regina e il Presidente del Consiglio inviarono i loro doni e la lotteria fu solennemente estratta in Piazza del Plebiscito il giorno 2 febbraio 1909(1).

 

 

 

 

 

 

 

(1) Nel 1912 si pensò di costruire dalle fondamenta un nuovo ospedale che sostituisse il piccolo, vecchio e insufficiente Ospedale Mattei. Fu acquistato dal Comune un terreno vicino a quello destinato all'edificio scolastico e si iniziarono i primi lavori. Ma per le lungaggini di ogni genere che ritardarono la costruzione e per l'avvento della Prima Guerra Mondiale, si riuscì soltanto a gettare le fondamenta dell'edificio. La Cooperativa appaltatrice dei lavori fallì per l'enorme lievitazione dei prezzi.
Del progetto si riparlò nel 1936, allorché la signora Elvira Venzi Fagiani offrì la somma di £. 60.000 per riprendere la costruzione del nosocomio al fine di onorare la memoria del figlio Mario scomparso prematuramente. Secondo l'atto di donazione, il nuovo ospedale si sarebbe dovuto chiamare "Ospedale Mattei - Mario Fagiani". Il relativo progetto fu affidato al geometra Filippo Pistolesi il quale lo eseguì, ma poi, a causa dello scoppio della guerra italo - etiopica e, forse, anche per altre ragioni, i lavori non furono nemmeno iniziati.