4°-5° SETTORE < Attrezzi artigianali >

Sul lato destro notiamo un bancale vetrato con oggetti appartenenti a tutti i settori artigianali e agricoli. Sono esposti all’inizio tutti gli attrezzi usati dal bottaio con pialle grandi e piccole usati per lavorare le doghe; graffietti per scanalare doghe per permettere l’immissione dei coperchi (fonno); doghe usate per far conoscere la formazione di una botte con una quantità di queste; un attrezzo in ferro per favorire l’accostamento delle doghe, cerchi per stringere le doghe e formare la botte; compassi per segnare la circonferenza di un coperchio; attrezzi per bucare le doghe per favorire la tappatura; segue con serrature, chiavistelli, catenacci per chiudere le porte; chiavi e maniglie per le porte; chiodi fatti dal fabbro; scalpelli, giravite, morsetti, seghe e pialle di ogni genere usati da falegnami, coltivatori e artigiani per eseguire lavori fatti a mano; appeso in alto vediamo attrezzi uncinati (lupa) usati per ripescare il secchio dell’acqua caduto nel pozzo; un attrezzo in legno con tre bastoni (rignolatore), veniva usato per segnare i solchi e le distanze del tabacco da piantare sul terreno; un ferro uncinato ricorda (l’ancinata) del macellaio che esponeva carne fresca fuori il negozio; coltello e petto per smussare gli angoli dei mobili fatti a mano dal falegname. Sotto il bancale notiamo un assolcatore tirato dal somaro o dal mulo per lavorare il terreno; un aratro a bure in altre parole formato da un solo tronco innestato con un ramo a forma di forca ed è il tipico aratro usato sin dalle prime attività dell’uomo contadino; un gioco (giuco) piccolo per favorire a vitelli, mucche (vacchette) il tiro d’aratri, carri ecc. Mentre un gioco grande e appeso sull’arcata che era usato per favorire ogni forma di tiro dai buoi.

Sul lato sinistro, appesi, troviamo una serie di seghe segacci, segoni (secarelle, seguni, stroncuni) usati dal falegname per tagliare tavole e pezzi di legno; dal boscaiolo per segare alberi (trunchi, travi e travicelli), fare tavole e tavoloni direttamente sul luogo ove erano tagliate le piante; dal coltivatore per portare piante e recidere rami; accette, roncole, asce usate da falegnami, boscaioli e coltivatori per tagliare ogni tipo di piante o per modellare tronchi d’albero e realizzare travi; zappa, vanga, zappetta (zappitella), usati per il lavoro dei campi e pulire erbacce ovunque (monnà o ramo); un assolcatore per lavorare il terreno, due seminatrici, una tirata dal somarello l’altra tirata dai buoi per seminare ogni tipo di cose (grano, polenta, fave, trifoglio, erba medica, ecc.); un aratro tirato da buoi; vanghette, zappette, bitenti, piccone per fare lo scasso sul terreno e piantare vigneti; catena e ganci per collegare i buoi e gli attrezzi da tirare; pastenatore per piantare tralci di viti; cartoccia per fare buchi sul terreno e piazzare paletti. Una vanga molto logora testimonia come un tempo era difficile comperare un attrezzo di lavoro nuovo, pertanto tutto era usato e riciclato fino alla consumazione totale.
Sul lato sinistro una falciatrice tirata dai buoi per falciare erba e mietere il grano e altre cose; una falce a mano per mettere in evidenza la fatica dell’uomo; una pressa a mano con vari stampi per realizzare mattononi in cemento di ogni forma; trapano a mano per bucare lamiere e ferro usata dal fabbro e dal meccanico; una motozappa primo tipo a motore; una trancia in ferro per tagliare lamiere e ferro; uno stampo per realizzare tubi di scolo in cemento; una pressa del tipografo per realizzare più copie di varie stampe; un bilancino per fare buchi al ferro.