UNA GUERRA QUASI VERA

Questa è una storia accaduta tanti anni fa.
Adeodato girava tutte le sere per le strade di Paliano, le scopava bene e poi spegneva i lampioni.
Si fermava con le
sentinelle e diceva:
- Fate bene la guardia perché potrebbero arrivare i nemici.
Il nostro paese è ricco e potente e qualcuno potrebbe impadronirsene.
Una guardia rispose:
- E' impossibile assalirci, Paliano è circondata da mura alte e robuste.
Abbiamo le porte con i ponti levatoi e le cisterne piene di acqua.
La sentinella diceva la verità, anzi a Paliano c'era anche la fortezza, anche essa rinforzata da mura larghe quattro metri.
Paliano è situata su una collina piena di sole.
Nelle campagne vi sono alberi di olivo e le vigne che danno uva.
Vi sono poi alberi di mimosa, le querce, alberi con le ciliegie, con i fichi, melograni e tanti altri buoni frutti.
Sui prati ci sono le margherite, la cicoria, la mentuccia e
formiche, api, farfalle, zanzare.
C'è l'aria buona, tanta acqua
e il vino cesanese che è rosso, forte e anche dolce.
I
palianesi amavano molto il loro paese e dicevano:
- Paliano è il paese più bello del mondo!
Lo vennero a sapere gli abitanti degli altri paesi e purtroppo lo vennero a sapere anche i romani che dissero:
- Roma è la città più bella del mondo !
Noi distruggeremo
questo piccolo paese.
I romani si inquietarono molto.
Affilarono le lance, si armarono di scudi, di spade, di frecce, di elmi con i pennacchi fatti di peli rossi.
Si misero il mantello e marciarono contro Paliano.
Le sentinelle che passeggiavano su per le mura di Paliano videro l'esercito che avanzava e dettero l'allarme:
- Arrivano i nemici: prepariamoci !
Si armarono anche loro di frecce, lance mazzafionde, scudi , bastoni e prepararono l'acqua e l'olio bollente.
Riempirono
le cisterne d'acqua, chiusero le porte del paese e aspettarono l'assalto.
I romani circondarono tutte le mura del paese e cercarono di aprire la porta principale.
Presero un tronco con la testa
di capricorno e tutti insieme cercarono di aprirla.
Mentre la porta si apriva, i palianesi con l'acqua della cisterna li allagarono.
Allora i romani presero le corde uncinate e scavalcarono le mura.
Appena entrati dentro il paese aprirono le porte:
Porta Romana.
Porta Napoletana.
Avevano dimenticato Porta Furba.
Da questa porta i palianesi fecero entrare l'arma segreta. Intanto si combatteva ancora dentro il paese: per i vicoli, le piazze e le strade.
Dalle finestre e dai tetti gli uomini e le
donne di Paliano lanciavano pomodori maturi, le mele guaste, i fichi, le bucce delle pere e delle pesche.
Allora i romani scivolavano per gli scaloni sbattendo il sedere per terra.
I romani erano tanti e subito conquistarono tutto il paese e si impadronirono della bandiera e dello stemma.
Quando furono sopra alla fortezza videro un grande panorama e allora dissero:
- Abbiamo fatto bene ad impadronirci di questo paese perché si sta proprio bene.
Intanto i romani continuavano ad occupare tutto il paese, erano tanti e vinsero.
I palianesi si prepararono alla riscossa.
I romani ordinarono un pranzo per festeggiare la vittoria.
Per tre giorni le donne palianesi lavorarono per preparare il pranzo.
Cucinarono:
le pataccacce al sugo, i fagioli con le cotiche, la polenta con il baccalà, la zucchina al forno, braciole e salsicce di maiale alla brace e anche dolci squisiti.
In piazza prepararono i tavoli e apparecchiarono.
I romani erano allegri e vittoriosi.
Si sedettero e cominciarono a mangiare.
Subito si accorsero che le pietanze erano piccanti perché le cuoche avevano messo nei cibi pepe, peperoncino, sale, rosmarino e altre spezie.
I romani cominciarono ad avere sete e chiesero acqua e vino.
A questo punto i palianesi presero l'arma segreta.
Dalle cantine tirarono fuori il vino cesanese rosso, forte e potentissimo.
I romani non lo conoscevano e si misero a bere a volontà.
Chi beveva a piccoli sorsi, chi beveva tutto d'un fiato e chi a garganella.
Dopo mangiato si misero a cantare.
Però quando si alzarono
dai tavoli le gambe tremarono e gli elmi caddero sui piedi.
Tutti caddero addormentati e allora i palianesi tolsero loro
le armi e li portarono fuori dal paese.
Questa volta le porte le chiusero bene.
Grazie al vino cesanese i palianesi si liberarono dei romani e tornarono a vivere tranquilli.
Ora i palianesi non dicono più che Paliano è il paese più bello del mondo perché non vogliono una nuova guerra.
I romani vengono a trovarci tutte le domeniche per mangiare e per bere il vino e ne portano anche due fiaschi a Roma.