LE STREGHE

STREGA AMPOLLINA

Un giorno di pioggia e di vento una mamma giovane con un bambino in braccio saliva il colle tra le case rotte e vecchie fatte con il tufo.
Andava a trovare una strega di nome Ampollina che abitava in via Zancati.
Matteo G.Andava a trovare la strega perché il suo bambino era molto malato.
Ampollina sapeva leggere e scrivere e conosceva tutte le magie.
Fece sedere la donna su uno sgabello, tolse la sciarpa al bambino e disse:
- Questo bambino ha il malocchio. Ora ci penso io.
Prese un piatto con l'acqua calda, dentro ci mise una fede d'oro e dentro la fede l'olio.
Con il dito mignolo prese un po' d'olio dal piatto e toccò il bambino da tutte le parti e
disse le parole magiche.
Il bambino prima dette un grido poi guardò la mamma e fece un sorriso.
Ampollina disse:
- Tuo figlio è guarito.
Ora ti do la ricetta per la pappa: prendi un chilogrammo di farina, mettila nella teglia, portala al forno e quando è un poco abbrustolita puoi fare la pappetta con acqua, olio e sale.
Quando la mamma uscì dalla casa della strega non pioveva più, anzi c'eraUna mamma aveva...... l'arcobaleno.
Ampollina leggeva i libri di magia, conosceva le parole magiche e le erbe che le portava Tavoletta.
Sapeva fare i filtri per dormire e sognare, i filtri per far crescere le persone.
Sapeva fare i filtri per fare diventare bravi i bambini a scuola.
Era specializzata in filtri d'amore per i fidanzati.
Una volta però le accadde una cosa che la fece proprio inquietare.
Aveva preso un calderone, dentro ci mise il grasso di maiale e di mucca, l'acqua e lo mise sul fuoco del camino.
Aggiunse poi la soda.
GrazianoVoleva fare il sapone per regalarlo alle sue amiche streghe.
Pensò di mettere nel pentolone anche un rospo che le aveva regalato Tavoletta.
Il rospo quando sentì che si stava scaldando fece un salto sul bordo del pentolone e poi spiccò un grosso salto andando in testa alla strega.
Ampollina si sentì tirare i capelli e dette uno schiaffo al rospo che scappò dalla finestra e tornò in campagna da Tavoletta e le raccontò l'accaduto.
Ampollina si arrabbiò, ma poi si calmò e continuò a fare il sapone che le venne benissimo.


STREGA PESTIFERA

Era proprio cattiva, viveva in un bosco vicino alla fontana del Diavolo.
Aveva un vestito lungo di coloro nero e rosso.
In testa aveva un cappellaccio nero con un nastro rosso.
Le scarpe erano a punta arricciata, ma un ditone sbucava di fuori.
La sua casa era una grotta buia con i pipistrelli attaccati al soffitto, il suo tavolo era formato da tre pietre e la sua sedia era una roccia con sopra inciso Pestifera.
Le pentole erano nere perchè quando cucinava accendeva il fuoco tra due pietre e vi metteva sopra la pentola.
Mangiava quello che trovava nel bosco, ma quando non trovava niente mangiava le radici, i funghi, le bacche e qualche serpentello.
Nessuno la salutava, nessuno passava davanti alla sua casa, ma solo un gatto randagio tutto nero con una stellina bianca in fronte.
Era l'unico amico che aveva.
Era specializzata nel far del male ai bambini quando dormivano la notte. Riccardo
Entrava dal buco della porta dove passava il gatto e paralizzava le gambe ai bambini.
Allora le mamme mettevano una scopa per otturare il buco e Pestifera era costretta a contare i fili di sagina.
Ci voleva molto tempo, si faceva giorno, la strega fuggiva e i bambini erano salvi.
La sera al tramonto le mamme ritiravano i panni dei bambini stesi al sole per paura delle magie.
Questa strega è vissuta tanti anni e tanti anni fa a Paliano, ma non era sola, c'erano altre cinque streghe che vivevano per i vicoli in case vecchie, scorticate, brutte e scolorite.
Alle persone che la guardavano con gli occhi storti dava loro il colpo della strega.
Non solo ai bambini ma anche ai papà, alle mamme, ai nonni e nonne, gli zii e zie.
Dovevano rimanere al letto per molti giorni.


STREGA CALLARARA

Era brutta, sempre spettinata, con il vestito stropicciato, il viso era pieno di rughe e un neo sul naso.
Quando accendeva il fuoco si sporcava tutta la faccia di nero.
Si lavava poco perché era freddolosa.
Portava due paia di calzini, tre gonne e una mantellina colorata, però un po' strappata.
La sua casa era tutta diroccata.
Abitava sotto l'arco dei "Callarari".
Sul soffitto c'erano fra le travi, molte ragnatele e qualche topolino.
I vetri delle finestre erano impolverati e le parti rotte erano tamponate con fogli di cartone.
Quando passava per la strada la salutavano per timore, lei non rispondeva mai, qualche volta faceva un cenno con la testa.
Era una lavoratrice, faceva vasi per i fiori e vasi di coccio per cucinare i fagioli.
Non era cattiva, ma se veniva disturbata era capace di fare qualche maleficio.
Un giorno tre bambini lanciarono dei sassi contro i vasi che stavano ad asciugarsi al sole.
Si ruppero cinque vasi.
Callarara sentì il rumore dei cocci, uscì fuori e vide i bambini che corcevano.
Disse:
- Bamboccio bambocci il colpo eccolo qui!
- I bambini diventarono tre uccellini di coccio.
Le mamme andarono da Callarara a chiedere scusa, a togliere la magia e fecero promettere al bambini di non farlo più.
Callarara era specializzata nel fare il colpo della strega anche al papà, alle mamme, al nonni, alle nonne e anche agli zii e alle zie.


STREGA TAVOLETTA

E' una strega di campagna, abita alla Mola dei Piscoli in un castello tutto rotto e vicino ci sono i prati e un fossato perché ci passa il fiume.
PaoloVa sempre a rubare le uova e quando non le trova prende la scopa e mena alle galline, va negli orti e ruba insalata, finocchi, la bietola, le patate o il radicchio e il prezzemolo.
Ruba anche agli e cipolle.
La mattina presto monta sopra Scortichino, il suo asino, e va al mercato del paese a vendere le cose.
Dietro all'asino ci va sempre Mangiaghiande facendo gru gru gru...
Tavoletta si arrabbia e gli dice:
- Vai via porco, maiale sfaticato!
Altrimenti con la tua carne ci faccio le salsicce, il prosciutto e il guanciale.
Quando arriva al mercato le donne le comprano le verdure, ma velocemente perché hanno paura di lei.
Se qualche donna non si accontenta le fa le magie.
Per esempio, toglie l'appetito ai figli, e agli uomini fa cadere i bottoni dalle giacche, dalle camicie e dai pantaloni.
E' specializzata a fare le magie anche agli animali.
Non fa cantare più le cicale, le farfalle diventano lumache e qualche volta fa diventare gli uomini rospi.
Una volta un contadino l'aveva sorpresa a rubare le nespole e la cacciò in maloTavoletta quasi tutti...... modo.
Allora di notte andò nella sua stalla e alla coda della sua  in puledra fece una treccia malefica.
Quando al mattino il contadino entrò nella stalla vide la puledra con un forte mal di testa.
Ogni Venerdì sera va a casa di Ampollina a portarle le erbe per le sue magie.
Ampollina la fa entrare, sedere vicino al fuoco e poi la manda via perché è grezza e rozza: non conosce le buone maniere.


STREGA STRINA

Alta, secca e dispettosa, Strina era una strega che abitava nel vicolo del Trombone vicino al palazzo del principe Colonna.
BarbaraVicino al suo vicolo c'erano altri tre vicoli e all'incrocio una fontanella dove Strina prendeva l'acqua per bere.
Quasi nessuno passava vicino alla sua casa perché avevano paura delle magie. Aveva il potere del vento.
Il vento le piaceva molto perché si stava facendo vecchia e aveva problemi di respiro.
Quando era nervosa usciva di casa ed era circondata da un vento freddo e gelido, lo portava sempre al guinzaglio.
Era dispettosa: faceva alzare in aria i panni stesi, gli uccelli non potevano più volare, alzava le foglie e la cartaccia, alzava la polvere, faceva cascare qualche vaso che stava sulla finestra e se passava vicino ad un pollaio alzava le penne alle galline.
Il suo divertimento più grande era quello di soffiare sui comignoli e rimandare il fumo dentro le case.
Quando le donne si pettinavano non dovevano lasciare i capelli nel pettine e non dovevano lasciare il pettine sul davanzale della finestra perché il vento avrebbe fatto volare (cadere) i capelli.
Con i capelli delle donne faceva delle magie terribili, le faceva diventare calve, toglieva il latte alle donne che avevano i bambini piccoli.
Anche le altre streghe la temevano perché il vento faceva alzare loro le gonne, faceva scompigliare i capelli e le venivano i dolori alle ossa.


STREGA GUARDIANA

Guardiana era una strega che girava per tutta la notte intorno alle mura del paese per paura che arrivassero altre streghe.
Era accompagnata da gufi, civette e qualche barbagianni.
Qualche volta si riposava dentro le guardiole, per scaldarsi portava un barattolo con dentro i carboni accesi.
Il manico era di fil di ferro.
Quando c'era la luna si vedeva bene, ma nelle notti scure accendeva i fuochi e seManuel arrivava qualcuno gli uccelli notturni la avvisavano del pericolo.
Girava tutta la notte e dormiva di giorno dove poteva.
Non era tanto cattiva.
Una notte mentre camminava sentì il pianto di un bambino che per il freddo si era rifugiato dentro una guardiola.
- Chi sei, cosa fai? - gli chiese la strega.
- Mi sono perduto: non trovo la strada per andare a casa.
La strega lo riconobbe perché lo aveva visto camminare insieme alla mamma per il paese.
Lo prese in braccio perché era piccolo e lo portò a casa sua.
Siccome la mamma aveva dieci figli, non si era accorta che questo era fuori casa.
La mamma ringraziò la strega e le offrì un bicchiere di latte caldo.
Era Guardiana amica di tutte le altre streghe perché era buona.
Diventava cattiva solo se la prendevano in giro.


LA NOTTE CHE PESTIFERA LITIGO' CON STRINA, TAVOLETTA DETTE UNA SCOPATA AD AMPOLLINA E CALLARARA MISE UN VASO DI FAGIOLI IN TESTA A GUARDIANA: OVVERO LA NOTTE DI FUOCO.

Una volta all'anno queste streghe si riuniscono al Guardino dove vive quasi sempre Guardiana.
Si riuniscono d'inverno e di Venerdì 17 alle ore 24.00, ovvero a mezzanotte, per un cenone.
Ognuna di loro porta un piatto palianese proprio speciale.
Guardiana già prepara il tavolo e le sedie tutte sgangherate e vicino accende un grande fuoco perché la serata è molto fredda.
Le streghe portano nella mano sinistra le pietanze e nella destra le fascine accese per illuminare la strada.
L'ultima cena è avvenuta tanti anni fa ed è successo un macello.
Era mezzanotte e le streghe cominciavano ad arrivare.
Tre streghe erano già nella piazza del paese con lanterne, fiaccole e torce. Mancavano solo Callarara e Tavoletta che poco dopo arrivò a cavallo di Scortichino e con ceste e cestini pieni di cose buone.
Dietro a Scortichino c'era Mangiaghiande che seguiva Tavoletta come fosse stato un cagnolino.
Callarara arrivò per ultima senza fiaccola dicendo:
- Al buio mi sono perduta in questo labirinto di nome Paliano pieno di strade, stradine e vicoletti.
Tutte insieme scesero per il vicolo, passarono vicino a Porta Romana, seguirono le mura per 100 metri e finalmente arrivarono al Guardino.
Guardiana aveva già preparato un lungo tavolo sgangherato e per sedie sei pietre con sopra scolpito il nome della strega che la doveva occupare.
Appena furono tutte riunite si abbracciarono, si baciarono, fecero girotondo e misero sul tavolo tutto quello che avevano preparato.
Pestifera arrivò dal bosco, stanca e infreddolita.
Portò funghi, uccelletti e salsicce allo spiedo, bruschettà e castagne lesse.
Tavoletta portò erbe pazze con la pizza gialla cotta al mattone, zucchine al forno e le uova con la pancetta e un fiasco di vino rosso.
Portò anche un cestino con la frutta fresca (mele, pere, cachi) e secca (fichi, prugne, uva passita, noci, mandorle e nocchie).
Callarara un vaso di coccio con dentro i fagioli con le cotiche.
Strina patacche al sugo.
Guardiana polenta con il baccalà.
Ampollina panpepato, nociata, biscotti tagliati, ciambelle con il vino, ciambellone e una crostata.


INIZIA LA CENA

Sul tavolo era tutto in ordine e si sentivano tanti buon profumi.
Vicino al tavolo c'era un grande fuoco.
Tutte cominciarono a mangiare, ognuna era gelosa di quello che aveva portato l'altra.
Tavoletta mentre mangiava era sempre più grezza, Ampollina sempre più raffinata, Pestifera tracannava tutto sempre con rabbia, Strina aveva l'affanno ma non osava
alzare il vento per non disturbare le amiche, Callarara assaggiava tutti i cibi facendo la finta tonta e Guardiana era sempre all'erta! Ampollina cominciò a parlare:
- Come mai alla zucchina al forno non hai messo il pepe?
Pestifera: Strina, alle tue pataccacce c'è poco sugo.
Callarara: Guardiana, la tua polenta è troppo lenta.
Tavoletta: Cara Ampollina, sentiremo poi la tua torta!
Strina: Callalara, i tuoi fagioli sono proprio speciali!
A questo punto Callalara si emozionò e fece un grande starnuto sul piatto di fagioli.
I fagioli schizzarono in faccia a tutte le streghe.
Tavoletta: Ma Callarara, come sei maleducata!
Callalara: Tu lo dici a me? Tu sei grezza e ignorante!
Pestifera: Su via, solo i miei funghi sono speciali.
A queste parole Strina non ci vide più.
- A quanto sembra sei brava solo tu !
- Mentre diceva queste parole Strina dette una scopata in testa a Pestifera, mandandola a terra.
Callalara, che poi non era tanto cattiva, disse:
- Su via, state calme, questa notte è importante,
Ampollina tira fuori la tua torta.
Ampollina, che era tutta imbronciata e nervosa, disse:
- Ecco la mia torta.
Ma mentre la poggiava sul tavolo Tavoletta fece uno sgambetto e cadde Ampollina e la torta.
Ampollina si rialzò e pronunciò le parole magiche:
- Cicca la picca, la picca là, il rospo eccolo qua!
Subito la torta si trasformò in un rospo che con un salto si posò sulla faccia di Strina.
La strega non ci vide più, ebbe prima un attacco di asma verde, poi di asma rossa e dopo esclamò:
- Vento vieni da me!
Subito si scatenò un gran vento che alzò le gonne, i capelli e i cappelli alle streghe e si creò un mulinello che le alzò tutte per aria.
Si sentirono le voci, le grida e le parole magiche delle streghe.
Il vento alzò in aria le scintille del fuoco e tutta la legna si accese.
Si vide da lontano una finestra illuminata, poi due, tre e alla fine tutti gli abitanti del paese che dormivano si svegliarono.
Il paese era tutto illuminato dalle scintille del fuoco.
Gli abitanti andarono armati di bastoni, rastrelli, scope, forcine e sedie rotte. Dissero alle streghe:
- Siete terribili, capaci di creare un terremoto!
I bambini piccoli avevano paura e si abbracciarono ai genitori.
Tutti entrarono nel giardino, cacciarono via le streghe che salirono sopra le scope e volarono verso la luna gridando:
- Torneremo e ci vendicheremo !
Infatti sono tornate e girano per i vicoli di Paliano.
Quando tira gelato il vento la gente corre a casa dicendo:
- Ripariamoci, tira la Strina.


FILASTROCCA DELLE STREGHE

Noi siamo le streghe
bugiarde e sincere
facciamo pazzie
e anche magie.
Mangiamo, saltiamo,
giochiamo, ridiamo.
A chi ci fa le pernacchie
noi le trasformiamo in cornacchie !