STORIA DI UN BAMBINO CHE NON PARLAVA MA ORA SI

Quando è ora di uscire dalla scuola c'è molta confusione.
Tutti si preparano, però ci sono spintoni e sgambetti, alcuni
bambini si danno la mano, altri si abbracciano, qualcuno cade per terra insieme allo zaino, altri ancora giocano.
Fabio D.Quando suona la campanella la fila si sposta e qualche prepotente vuole sorpassare per mettersi davanti.
Mentre si salgono le scale qualche bambino più piccolo torna indietro perché ha dimenticato l'ombrello o lo zaino o la sciarpa e piange disperato.
Quando i bambini escono dal portone della scuola fanno tutti i bravi perché al cancello ci sono le mamme e i papà ad aspettarli.
Quando arrivano i figli, le mamme sorridono e pensano:
-   Chissà come sarà stato oggi? Avrà ubbidito alle maestre?
Si sentono i bacetti e poi tutti vanno a casa.
Solo un bambino rimane a guardare perché la sua mamma non c'è.
Si chiama Eros, è piccolo e triste.
E' tanto triste che non parla mai, non parla mai con nessuno, parla solo con la sua compagnetta e le dà la mano quando c'è la ricreazione.
Quando il pomeriggio esegue i compiti con la tata pensa sempre alla sua mamma.
Un giorno che la tata era uscita
Eros si addormentò sul quaderno di scuola e sognò.
Sognò la mamma al cancello che era venuta a prenderlo e
sognò anche che lo abbracciava.
Eros era felice e dava i bacini alla mamma.
Eros continuava a non parlare, non parlava neanche quando doveva dire le vocali a scuola.
Il giorno di S. Andrea quando a Paliano c'è la fiera, Eros andò a vedere e c'erano tante bancarelle colorate.
Vendevano pesciolini, scarpe, zucchero filato, borsette, le ciambelline, le conche lucide con il buco, i braccialetti con il nome, le trottole, i giornalini, le sedie a dondolo, il cacciavite e il trapano. Emanuele
Dopo l'arco vicino alle sedie di paglia e ai cestini c'era il venditore di ombrelli. E' un vecchietto con la barba lunga, i capelli bianchi, stava seduto, fumava la pipa, aveva un cappello verde e il gilè verde e le scarpe nere e vecchie e graffiate.
Quando il vecchietto vide
Eros lo chiamò e gli disse:
- Bambino vieni qui, come ti chiami?
-
Eros non rispose.
Il vecchietto disse:
- Cosa hai, perché non parli? - Eros non rispose.
- Vuoi questo ombrello grande e bello di colore rosso?
- Il bambino lo guardò sorridente perché l'ombrello era grandissimo, più grande di lui.
Eros lo prese.
Tutti i bambini della fiera si avvicinarono e dissero:
- Ma che ombrellone!
Il bambino più grande lo aprì e caddero gocce di rugiada, il sole si rifletté sopra e nacque una luce rossa che tinse i visi dei bambini.
Eros toccò il manico dell'ombrello, il vecchietto disse:
- Perché non provi a soffiare in alto? -
Eros provò ma non accadde nulla.
Il vecchietto disse......Allora provarono a soffiare tutti insieme i bambini della fiera.
Con la meraviglia di tutti l'ombrello si alzò in alto con Eros attaccato al manico.
Eros aveva paura, il cuore gli batteva forte forte e tutte le persone della fiera alzarono la testa e guardarono l'ombrello volante.
Era un momento emozionante.
L'ombrello continuava a salire, Eros vedeva i tetti delle case, i gatti che vi passeggiavano sopra, le piazze con le fontane, le strade, gli alberi e l'erba dei giardini.
Volò sopra tutto il paese e vide le case dei suoi compagni di scuola.
Ora Eros non aveva più paura e volava in alto verso il carcere dove lavorava la mamma.
Intanto sulle mura e sulla torre del carcere le guardie erano all'erta.Ilenia
1a guardia: - Guardate, il sole è impazzito! -
2a guardia: - Aiuto, aiuto, una bomba! -
3a guardia: - Un disco volante! -
4a guardia: - Ma no, è il tramonto che si avvicina!
5a guardia: - Prendete le armi, pronti a sparare! -
Tutti i detenuti guardavano attraverso le sbarre di ferro.
Il direttore salì sulla torre e gridò:
- Non sparate, vedo due gambe che si muovono e anche la testa e le mani. -
Tutti: - Ma è un bambino! -
Eros si avvicinava sempre di più e tutti guardavano.
Anche la mamma guardava stupita nella piazza del carcere.
Eros riconobbe la mamma e gridò forte:
- Mamma, mamma sono io, Eros ! -
L'ombrello rosso che era magico scese a terra ed Eros corse incontro alla mamma e l'abbracciò.
- Eros che bella sorpresa! - disse la mamma.
Tutti batterono le mani e fecero festa.
Eros finalmente cominciò a parlare.
Prese l'ombrello -mentre lo chiudeva vide una scritta: La fatina rossa, bosco la Selva, Paliano.