QUANDO I PALIANESI PARLAVANO "TURCHESE"

Una mattina presto di 100 +100 +100 +100 anni fa, i primi raggi del sole battevano sui tetti delle case e molte persone ancora dormivano.
Anche i bambini palianesi ancora dormivano ma vennero svegliati da alcuni rumori.
Si sentiva lo scricchiolio di Porta Romana che veniva aperta da alcuni soldati vestiti con lance e spade.
Si videro passare cavalieri a cavallo, trombettieri e almeno 100 soldati che tornavano da una battaglia. In mezzo a loro c'era il principe Marcantonio Colonna, vincitore della
battaglia di Lepanto contro i Turchi.I turchi guardavano........
Era su un cavallo bianco e vicino a lui c'erano le bandiere.
La più grande era quella di Paliano, di colore bianco e rosso.
Dietro a loro c'erano 100 + 100 + 100 + 100 + 100 soldati turchi, portati a Paliano come prigionieri.
Alcuni erano a piedi, altri sui carri trainati da cavalli, muli e buoi. In un carro c'era il loro Sultano e la sue bellissima figlia Sherin.
Le voci di persone straniere avevano ormai svegliato tutti i palianesi che scesero per le strade e in piazza.
I turchi guardavano: erano stanchi e affaticati.
Da un carro scesero molte donne turche. Indossavano il top, pantaloni gonfiati e Cicciotti; avevano i capelli a coda, fermata con nastri colorati in più punti, veli al viso e le scarpe con la punta alzata.
Anche gli uomini avevano i pantaloni gonfiati, il gilè e in testa il turbante.
Solo il Sultano lo aveva con in mezzo una pietra preziosa e sopra una grande piuma.
I palianesi erano incuriositi, meravigliati, ma non potevano comunicare perché non sapevano parlare "turchese".
I prigionieri vennero portati su alla fortezza insieme al Sultano e alla sua bellissima figlia.
Prima di entrare nel portone principale della fortezza il carro del Sultano si accostò ad un carro di prigionieri turchi e riuscì a dare ad un turco uno scrigno dicendogli:
- Nascondilo !
- Era il tesoro che portava dalla lontana Turchia.
Tutti i prigionieri vennero sistemati nella fortezza, il Sultano e sua figlia nelle stanze più belle.
Intanto i palianesi festeggiavano Marcantonio Colonna e molti personaggi illustri vennero a Paliano. I festeggiamenti durarono una settimana e i palianesi erano orgogliosi di avere un condottiero così forte.
Passarono i giorni e i prigionieri vennero messi a fortificare le mura e la fortezza. Le donne le misero a palazzo a tessere la stoffa, a cucinare e a fare le cameriere.
Anche i palianesi si unirono ai turchi a costruire le mura e in questo modo fecero conoscenza e mentre i turchi imparavano a parlare il palianese, i palianesi imparavano aparlare "turchese".Simone D.
Un turco di nome Mustafà era stanco di lavorare sempre sulla fortezza e fuggì portando con sé il tesoro del Sultano.
Entrò nel paese e si nascose nella casa di una famiglia che ospitò nella contrada "Glio Colle".
Mustafà riuscì a nascondere il tesoro in una grotta.
Intanto al castello la figlia del Sultano era trattata bene, però si annoiava.
Un giorno vide entrare un bel principe.
Aveva i capelli neri ed era alto e robusto. principe che era il figlio di Marcantonio Colonna, la guardò e anche lei lo guardò.
Si facevano lo sguardo dolce. Il fidanzamento accadde a causa di un velo che si sfilò.
Una sera al tramonto il principe era seduto su una roccia vicino ad una fontana e vide la principessa riflessa nell'acqua.
Alzò il viso e vide la principessa che era sul balcone.
In quel momento un colpo di vento fece cadere il velo dal viso.
Il principe si avvicinò, la figlia del Sultano scese dal balcone e si avvicinò anche lei.
Il principe vide due occhi che aveva sempre sperato di vedere e che sembravano un mare intero.
Da quel giorno si innamorarono perdutamente.
I genitori lo vennero a sapere e si inquietarono perchè non volevano questo matrimonio.
I fidanzati passeggiavano nel cortile del castello.
Si davano occhiate più intense. Il principe le diceva:
-Sei profumata come un fiore, graziosa come una farfalla, candida come la neve, dolce come il miele.
La figlia del Sultano che aveva imparato il palianese rispondeva:
-Che si beglio! Che beglio cavaglio che te! Uane! -
Il principe disse:
-I nostri genitori non vogliono il nostro matrimonio, ma vedrai che cambieranno idea.
-Sherin rispose:
-Sono stata sempre ubbidiente, ma ora sono pronta anche a fuggire.
Passarono dei giorni e la principessa era sempre triste.
I genitori dicevano sempre di no e allora Sherin e Fabrizio prepararono la fuga.

La Fuga

ILauran una notte di primavera Sherin non riusciva a dormire perchè a mezzanotte in punto Fabrizio sarebbe stato sotto le mura del castello e lei la figlia del Sultano doveva calarsi dalla finestra aggrappandosi alle lenzuola.
A mezzanotte precise Fabrizio voleva lanciare dei sassolini alla finestra della sua innamorata, ma poi pensò che sarebbe stato meglio inviare una colomba con un biglietto legato alla zampa.
La colomba volò e Sherin lesse il biglietto dove c'era scritto:
-Presto tesoro, scendi, io sono qui! -
Mentre la luna si specchiava nelle fontane, Sherin scendeva dalle mura tutta tremante perchè aveva paura che le lenzuola si sciogliessero.
Le lucciole illuminavano il muro e si posavano sui fiori dei capperi.
Le lenzuola non arrivavano fino a terra e Sherin fece un salto di due metri e cadde.
Il principe si spaventò, corse ad abbracciarla, l'abbracciò e le dette un bacio sulle labbra.
Un turco vide la scena e andò a fare la spia al Sultano.
Salirono su Fulmine, il cavallo del principe, e fuggirono per una porta segreta.
Il Sultano li vide dalla finestra, era nervoso e diceva parole turche.
Mentre i due innamorati fuggivano, il Sultano alzò gli occhi, vide una stella cadente e disse:
-Sara un matrimonio speciale, anche il cielo lo dice!
Mentre gli innamorati erano in un bosco in una casetta di legno, il principe disse:
-Ti ho amato fin dal primo momento che ti ho visto, ti ho portato qui per parlare indisturbati anche se ci sono un po' di animali notturni. -
Intanto il padre di Fabrizio pensava:
-Ma se si vogliono bene perchè non devo farli sposare?
Marcantonio Colonna disse di si.
Il Sultano disse di si.
I fidanzati lanciarono un grido di gioia!

Il Matrimonio

I preparativi del matrimonio durarono un mese.
Il principe Marcantonio Colonna liberò tutti i prigionieri turchi che si sparsero per Paliano e vennero ospitati dai palianesi.
Alla finestra c'erano le bandiere con i nastri attaccati alle aste.
In piazza venne preparato il palco.
Il giorno del matrimonio la piazza era piena di gente e tutti aspettavano gli sposi.
Lo sposo arrivò vestito con il giubbotto azzurro e una fascia al petto bianca e rossa. Sulle spalle aveva le spalline con le frange d'oro.
Al collo aveva una catenina e un ciondolo a forma di cuore, a metà, perchè l'altra metà era al collo di Sherin.
Si sentì una musica dolce e tutti guardarono verso gli scaloni.
Si videro scendere i musicisti e subito dietro la sposa, sotto braccio a suo padre il Sultano.
La sposa aveva un paio di pantaloni di seta gonfiati a bombone.
Al petto aveva un gilè coperto di pietre preziose che brillavano e facevano i riflessi.
Al collo aveva il ciondolo spaccato a metà come quello del fidanzato.
Dalla testa partivano i veli che la coprivano tutta.
Il Sultano era triste perchè la sua unica figlia sarebbe rimasta a Paliano.
Il principe le andò incontro, le sorrise, le alzò il velo dal viso e le dette un bacio.
Era bellissima!
La prese per mano e la portò davanti all'altare.
Si sposarono, tutti batterono le mani.
Mustafà, il turco che era scappato dalla fortezza, era in mezzo alla gente e portava il tesoro nascosto in un sacco.
Mustafà sali sul palco e dette al Sultano il tesoro.
II Sultano regalò il tesoro agli sposi.
Il principe aprì il cofano e il viso degli sposi era illuminato dai riflessi.
Marcantonio Colonna si avvicinò al Sultano e per farlosorridere gli disse:
- Socero!
- Il sultano sorrise.
Cominciarono subito i festeggiamenti.Sara
Le ballerine turche vestite con il top e i pantaloni gonfiati cominciarono a danzare. Facevano balli fantasiosi, muovevano il corpo, le vesti svolazzavano e suonavano i tamburelli a sonagli.
Accesero i fuochi per illuminare la sera.
C'era l'incantatore dei serpenti e il mangiafuoco.
C'erano i prestigiatori.
Tutti mangiarono cose squisite, poi alzarono i bicchieri e dissero:
- Viva gli sposi! -
Intanto gli sposi erano saliti su Fulmine ed erano partiti né piano né veloce, ma al trotto.
Gli sposi erano felici e con loro tutta la popolazione.
Dopo un po' di mesi il Sultano riparti con 100 + 100 turchi mentre gli altri restarono a Paliano.
Si sposarono e si sistemarono nella contrada "Glio Colle".
Il fuori delle case era di colore rosso perché le loro abitudini erano quelle.
Ancora adesso ci sono famiglie con nomi e cognomi turchi, case rosse scolorite e un vicolo che si chiama " Vicolo del Turco".
Sulla fortezza, nella stanza del Sultano ci sono le pitture che rappresentano il trionfo di Marcantonio Colonna.
Questa storia e conosciuta da tutti gli abitanti dei paesi vicini che scherzosamente chiamano i palianesi "i saraceni".