QUANDO CHIARA DIVENTO' FATA

C'era una volta una bambina di nome Chiara.
Aveva otto anni e abitava a paliano nella contrada "Glio Colle".
Aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Le piaceva giocare a nascondino, ad acchiapparella, a corda, a campana, ma le piaceva di più ascoltare favole.
La sera per farla addormentare la nonna le raccontava le favole.
Anche i nove fratelli di Chiara ascoltavano, ma dopo un po' si addormentavano, mentre Chiara non si addormentava perché leSimone piaceva ascoltare le favole che parlavano delle fate.
Le sarebbe piaciuto vedere una fata vera, ma questo non succedeva mai.
Un bel giorno Chiara con i fratelli e i genitori si recò al bosco in contrada "La Selva".
La nonna le aveva detto che le fate vivevano nel bosco insieme ai nani e agli animaletti.
Erano andati al bosco per raccogliere la legna.
Tutti si sparpagliarono ma Chiara rimase incantata a guardare.
Dopo un po' di tempo Chiara si ritrovò sola e si mise a camminare. Camminava per i viottoli e vedeva tante cose: gli alberi con il tronco coperto di edera e ai piedi tanto vellutino, le violette, i campanelli, i ciclamini, i funghi colorati, lo scoiattolo, una volpe che fuggiva e le farfalle che giocavano.
Camminò tutto il giorno e venne sera.
MarcellaI genitori erano andati via e quando giunsero a casa si accorsero che Chiara non c'era.
Tornarono indietro, girarono per il bosco ma non la trovarono.
Venne la notte e Chiara non era riuscita a vedere nemmeno una fata.
Si addormentò su un mucchio di foglie secche.
Al mattino si alzò un vento leggero leggero che faceva cadere le foglie dall' albero e due foglie colorate si posarono sul viso di Chiara.
I raggi del sole penetravano tra le foglie e le facevano luccicare i suoi capelli biondi.
Chiara apri gli occhi e vide un nanetto con un cappuccio rosso che disse:
- Buon giorno Chiara
- Come conosci il mio nome? -
- lo conosco il nome di tutti i bambini. Come sei arrivata fin qui?
- Mi piacerebbe tanto vedere una fata!-
- E' possibile, però devi superare tre prove:
- 1° Ti devi bagnare il viso con l'acqua di rugiada e metterne un poco in questa brocchetta.
- 2° Prendere un uccellino.
- 3° Cogliere un mazzolino di viole e di ciclamini. -Chiara rispose:
- Lo farò subito. -
- Attenta però ai pericoli del bosco.-
Chiara si mise subito a raccogliere la rugiada che era nelle corolle dei fiori nati tra le pietre e in mezzo alle erbe e alle piante verdi.La portò per un......
Chiara mise l'acqua nelle mani e si bagnò il viso.
Camminò ancora e sentì cantare gli uccelli.
ci ci cip                           ci ce ci ce ci
ci chi ci chi                      cip ciop cip ciop
cip cip cip                        ciu ciu ciu
Erano tanti e cantavano bene.
Chiara si mise ad ascoltarli e sembrava proprio una musica melodiosa.
Dopo un poco sentì piangere un uccellino.
Era un pettirosso che era caduto dal nido.
Chiara lo prese con una mano e l'accarezzò sulla testa.
L'uccellino si posò sul dito di Chiara e voleva darle un bacetto, ma tremava tutto.
Chiara gli disse:
- Non avere paura, io sono una tua amica.
Rimaneva l'ultima prova, quella di cogliere un mazzo di fiori.
Colse i ciclamini più belli e le violette più profumate.
Appena formato il mazzetto comparve il nano accompagnato dai suoi compagni.
- Brava! - disse il nanetto - Hai superato tutte le prove.
Ora possiamo indicarti la strada che ti porta al castello delle fate.-
La portò per un sentiero lungo lungo e ai lati c'erano fiori ed erbe.
Salì una collina e poi un'altra collina e arrivò dove gli alberi erano alti e pieni di foglie.
Chiara disse:
-  Il castello dov'è?
-  Girati! - disse il nano e all'improvviso apparve il castello.
Il nanetto bussò ad un cancello che era magico e si aprì da solo.

Chiara e i nanetti entrarono in un giardino dove c'erano alberi pieni frutta e al centro una fontana.
In fondo videro il castello che era bello, alto e con tante torri e sopra alle torri tante bandiere.
Chiara salì sulle scale e le venne incontro una fata vestita di azzurro e ai piedi del vestito tante pietre che brillavano erano tutte d'oro e d'argento.
La fatina con una voce dolce come lo zucchero disse a Chiara:
- Cara bambina, perchè sei venuta fino qui?
Chiara rispose: - Volevo conoscere le fate e restare con loro.
- E' molto difficile, ora vediamo!
La fatina la portò in un salone dove c'erano tante fate che lavoravano e si divertivano.
Chiara vide le fate che ricamavano, suonavano, cantavano, danzavano e quelle che facevano gli abiti da sposa.
La fatina la portò nelle cucine dove altre fate preparavano dolci squisiti:
torte piene di panna
torte alla frutta
torte al cacao
biscotti con lo zucchero
biscotti con le mandorle
panpepato
frappe, castagnole e ciambelle ricotte.
Chiara vide le fatine che imparavano a leggere e a fare le magie, vide le fate con cappelli alti e coperti di veli.
Vide la fata rosa, quella celeste, quella rossa, quella verde, quella gialla e altre fate che volavano con la bacchetta magica in mano.
Erano tutte belle e Chiara rimaneva a guardare.
La fatina azzurra disse:
- Vuoi conoscere la regina delle fate?-
Portò Chiara nella torre più alta e circondata da fate e da nanetti, c'era la Regina delle fate.
Era vestita di bianco e di azzurro e in mano aveva una bacchetta magica che brillava.
La Regina disse:
- Come sei bella Chiara, io so tutto di te! So che sei una brava bambina; è vero che vuoi diventare una fata?-
La bambina restò senza fiato e gli occhi erano lucidi perchè brillavano di gioia.
Chiara regalò alla Regina il pettirosso, il mazzolino di fiori e l'acqua di rugiada. La Regina disse:
- Grazie Chiara, da questo momento tu sarai fata!-
GioiaLa  Regina  la toccò  con  la bacchetta  magica  e improvvisamente Chiara si ritrovò vestita da fata.
Aveva un vestito azzurro con i fiorellini gialli e un cappello alto con un gran velo azzurro.
Chiara era felice e volava con la sua bacchetta magica.
Giocava con le fatine a fare le magie e aveva imparato le parole magiche.
In paese i genitori continuavano a cercarla ed erano molto preoccupati.
Una sera Chiara volle rivedere i suoi genitori e la sua cara nonnina.
Mentre la nonna raccontava le favole ai fratellini apparve Chiara con una grande luce.
Tutti rimasero a guardarla e il fratellino più piccolo andò ad abbracciarla.
La nonna esclamò: - Chiara, sei una fata! -
- Si nonna, io sono proprio una fata ed ora sono felice!
I genitori la videro e dissero: - Anche noi siamo contenti!-
Chiara portò tanti doni ai fratelli e con tutte le fate volò sul paese che si illuminava tutto.
Tutti le videro ed erano belle e luccicanti.
Volarono verso il castello perchè c'era una festa preparata per Chiara.