LA PRIMAVERA LOTTA CONTRO L'INVERNO CHE FA IL CATTIVO

Era il mese di aprile e c'era un bel cielo azzurro con il sole che illuminava i vicoli, le strade brecciate, le piazze e i bambini che giocavano.
Giocavano a pallone, con la bici, a nascondino, a corda, acchiapparella, a tocca fulmine, a regina reginella, a palla avvelenata.
Le finestre erano belle con i gerani e i garofani e i tulipani sul davanzale!
Intorno al paese c'erano i prati verdi e fioriti pieni di margherite, pratoline, non ti scordar di me ed erbe profumate.
Nei boschi c'erano le campanelle, i ciclamini e le violette.
Gli scoiattoli, le volpi, le lepri, i serpenti andavano a cercare cibo.
Gli uccellini cinguettavano la felicità facendo CI - CE.
Le lucertole camminavano sui muri insieme alle lucertoline.
ErosTutto era bello e profumato perché era arrivata la Primavera.
Un brutto giorno però il cielo si oscurò e le nuvole erano nere e si muovevano con il vento.
Il sole scomparve e andò via impaurito.
Venne la pioggia, seguita da lampi, tuoni e nel cielo c'era un gran rumore.
Il vento soffiava, alzava la cartaccia e rovesciava gli ombrelli, faceva volare le foglie e sbatteva la pioggia alle finestre.
La pioggia faceva tic-tic-tac-tac.
Venne la grandine: era ghiaccio bianco e rotondo, sfondava la terra, i tubi dell'acqua suonavano, entrava nel camino e per le strade si formavano torrenti.
I tombini si otturarono, le macchine si fermarono e tutti scapparono a casa.
Poi venne la neve e coprì tutto di bianco.
Era bella e tutti i bambini si misero a giocare, a rotolarsi sulla neve, a costruire i pupazzi e a tirare le palle.
La neve era però troppa e cominciò a fare danni.
Gli olivi erano diventati salici piangenti, molti abeti distrutti e qualche palo abbattuto. Gli animali si rifugiarono nelle tane.
Le persone affondavano nella neve e si dovevano reggere ai muri per non cadere. La Primavera ci rimase male perché non se l'aspettava.
Tornò il freddo, i bambini si misero i cappotti, tutti presero l'ombrello Rodrigoe la mantella. La Primavera aspettò un po' di giorni ma poi si stufò e chiese aiuto al sole, agli uccelli, ai bambini e alle farfalle. Il sole disse all'inverno:
- Vai via, io debbo riscaldare la terra, gli uomini e gli animali.
Gli uccelli dissero:
- Inverno, non portare il freddo, noi dobbiamo fare i nidi per far nascere i nostri piccoli.
Le farfalle e le api dissero:
- Così non possiamo volare e non potremo succhiare il nostro nettare!
I bambini dissero:
- Ci siamo stancati di stare dentro casa, vogliamo uscire, vogliamo uscire all'aria aperta, per le strade e in cortile.
Se continuerai a fare così non giocheremo più con la tua neve.
Non giocheremo più a palle e non faremo più i pupazzi di neve.
Non leggeremo più i racconti che parlano dell'inverno.
A sentire tutte queste voci l'inverno pensò:
- E' meglio che mi fermi, altrimenti nessuno mi amerà più.
- E disse:
- Va bene, tornerò indietro e andrò alle terre fredde dove ci sono gli orsi e i pinguini: mi riposerò.
CristianOra godetevi la vostra Primavera, ma ricordatevi: ritornerò!
Tutti i bambini batterono le mani, le nuvole andarono via, venne l'arcobaleno, tornò il sole, gli uccelli fecero grandi voli, le pecore e gli agnellini tornarono a pascolare.
Dai prati uscirono le formiche, le coccinelle, le cavallette, i grilli, i lombrichi che per la gioia si inarcavano e le talpe facevano grandi buche.
I bambini tornarono a giocare, a correre a fare i salti mortali.
Paliano tornò come prima e tutti avevano nel cuore la felicità.
Tutto questo è accaduto nel mese di aprile del 1995.