Gli Affreschi

o studio a cui ci siamo riferiti, dà anche alcune informazioni sugli affreschi che adornano l'interno della chiesa e che, per la loro importanza nel contesto storico ed artistico del monumento, non potevamo tralasciare di descrivere.

Le pareti interne della chiesa e quelle del cubicolo catacombale, sono decorate con affreschi votivi attribuiti a varie epoche.

Nella nicchia sul fondo della cripta, è appena visibile la figura ieratica di un santo vestito da vescovo o dottore della chiesa. Forse si tratta di San Nicola di Bari protettore dei bambini. L'attribuzione è avvalorata dal fatto che, durante gli ultimi lavori di restauro del 1962, sono venute alla luce un buon numero di sepolture di bambini e, inoltre, anche dal fatto che, fino a qualche tempo fa, era tradizione venire in pellegrinaggio in questo luogo per chiedere grazie in favore dei bambini malati. È un dipinto di arte bizantineggiante che potrebbe appartenere al periodo che va dal X al XIII secolo.

Sempre nella cripta, sulla parete destra, un'altro affresco di influenza bizantina del XIII secolo rappresenta una Madonna in trono con il Bambino e San Luca. L'asimmetria della figura principale fa ritenere che all'affresco manchi almeno un altro personaggio sulla destra. È in pessimo stato di conservazione.

Nella chiesa, all'interno del muro di facciata, a destra della porta d'ingresso, una "Ultima cena" o "Fratio panis", che rappresenta Gesù riunito con i dodici apostoli intorno ad un tavolo tondo. La caratterizzazione espressiva dei volti e il naturalismo dei panneggi, forse dovuti a ricchi successivi, fanno collocare il dipinto ad un periodo del tardo Quattrocento.

Sul muro della navatella destra appaiono sette riquadri con santi, riferibili ad una stessa scuola di gusto rinascimentale, e quindi da collocarsi nell'arco del XVI secolo. Pure di forme rinascimentali è la crocifissione sul muro di fondo della navata destra.

Su un tratto di muro a destra dell'altare, appare una figura di santa, riccamente vestita, che tiene nella mano sinistra un secchiello. Questo simbolo può far pensare che si tratti Santa Marta o Santa Ubaldesca. Da molti particolari il dipinto è collocabile a cavallo fra il XIV e il XV secolo.

Sulla parete della navata sinistra, sempre partendo dalla porta, altri sette riquadri tutti del XVI secolo. Nel primo appare una Madonna fra due Dottori: la mancanza di corporeità e l'assenza di ombre nette fa intravedere in questo dipinto qualche influsso pirfrancescano. Nei tre riquadri successivi Sant'Alberto, San Giuliano e un vecchio che parla ad un giovane. Segue una Deposizione in cui il corpo di Cristo, circondato da sette pie donne, è vicina ai modi raffaelleschi e, più generalmente, umbri. Nei due riquadri successivi, due santi non identificati. Nel muro di fondo della navata sinistra, una Resurrezione in cui Dio Padre regge sulle braccia, sollevandolo, il corpo nudo di Cristo, che nelle forme mostra chiaramente la sua matrice michelangiolesca.